Il mese di dicembre è noto per essere uno dei mesi più bui dell’anno nonché mese d’inizio dell’inverno per eccellenza, con le giornate che si accorciano sempre di più e le notti che si fanno lunghissime, quasi interminabili. Non per niente il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia che, nella credenza popolare, è “la notte più lunga che ci sia”. Ma pochi sanno che tale credenza è falsa, o meglio non risulta essere vera ormai dal lontano 1582: prima di tale data infatti il calendario cristiano faceva coincidere le festività in ricordo di questa santa con il giorno più breve dell’anno ossia con il solstizio d’inverno; quando papa Gregorio XIII decise di introdurre il calendario gregoriano a causa dei ritardi accumulati nel corso dei secoli da parte del precedente sistema di calcolo, ossia il calendario Giuliano il quale si perdeva per strada 11 minuti e mezzo l’anno, dovette letteralmente “tagliare” 10 giorni nel mese di ottobre, senza però riallineare questa particolare festività a differenza di tutte le altre. 

In realtà il solstizio d’inverno, che nel gergo astronomico sta ad indicare il momento di massima inclinazione dei raggi solari rispetto all’asse terrestre (e dunque determina la minore durata della luce), cade tutti gli anni tra il 20 e il 22 del mese e per essere precisi quest’anno si verificherà esattamente alle 5:48 del giorno 22.

Questo giorno dell’anno segna lo spartiacque dopo il quale l’oscurità notturna comincia a recedere e fin dalla preistoria ad esso sono stati legati moltissimi rituali: basti pensare ai tanti cerchi megalitici sparsi in tutto il Nord Europa, come quello di Stonehenge, che sono perfettamente allineati con la posizione del sole sia durante il solstizio invernale che in quello estivo; nella Persia antica simboleggiava la ciclica rinascita del mondo e nell’antico Egitto stabiliva il giorno delle celebrazioni del natale di Horus; tra le civiltà scandinave il solstizio d’inverno coincideva con la festa di Yule, legata al culto di Odino, il dio scandinavo che proprio in questo giorno guidava la Åsgårdsreien, il grande corteo di caccia composto da fate e fantasmi, attraverso i cieli; per i Celti, e più in generale nel mondo anglosassone, lo Yule rappresentava la ruota solare che in questo giorno giungeva nel suo punto più basso dopodiché avrebbe ricominciato la sua risalita verso l’estate.

Comunque anche al culto di Santa Lucia (il cui nome in epoca romana significava “luce”) sono rimaste legate tante tradizioni, in particolare in Svezia: la mattina del 13 dicembre infatti, le bambine svedesi sono solite vestirsi di bianco e mettere in testa una corona adornata con 7 candele, mentre in mano trasportano una candela più grande a simboleggiare l’ennesima vittoria sulle tenebre; dal 1927 viene addirittura eletta la Santa Lucia più bella del paese e, per uno stranissimo caso di incrocio culturale, dal 1950 in poi la designata vola fino a Siracusa per partecipare alla processione che si tiene ogni anno nella città natale della santa! 

Quelli di voi che sono appassionati di fenomeni astronomici comunque non devono disperarsi: sarà un caso, ma la notte del 13 dicembre è anche la notte delle Geminidi, residui di una cometa antichissima, la Phaeton, che proprio in questa data sfiora la nostra atmosfera.