“Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza” scriveva Lorenzo de’ Medici (meglio noto come Lorenzo Il Magnifico), un verso che fa parte di uno dei più bei componimenti poetici dedicati al Carnevale. Fu scritto, infatti, in occasione del Carnevale del 1490 ed è un invito alla celebrazione della giovinezza, dei piaceri della vita, a godere dell'amore e delle altre gioie terrene quando ve ne è ancora la possibilità.

Il Carnevale e la sua atmosfera di festa sono nell’aria, come l’odore di dolci che accompagna questo periodo. Un profumo che ci fa tornare un po’ bambini e ci fa venire quella voglia di festeggiare e di dire “a Carnevale ogni scherzo vale”! Un invito ad accettare di buon grado burle e beffe nell’atmosfera festosa che caratterizza questi giorni. Forse, molto più una volta rispetto ad oggi! Durante la Repubblica di Venezia, ad esempio, i giorni di Carnevale erano considerati giorni di concessioni, di divertimento, di baldoria, in cui era lecito anche fare scherzi di ogni sorta e lasciarsi andare alla dissolutezza.

Ma quali sono le origini del Carnevale? Non tutti sanno che l’ipotesi più accreditata è quella che riconduce le sue origini ai saturnali romani, i festeggiamenti dell’Antica Roma durante i quali era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente uomini liberi e potevano comportarsi di conseguenza; altri ne attribuiscono l’origine ai festeggiamenti greci dedicati al dio Dioniso. Insomma non v’è certezza di come sia nato, né da dove derivi la parola. Probabilmente dalla locuzione latina “carnem levare” (letteralmente “levare la carne” dalla dieta alimentare) che si riferisce all’ultimo banchetto del Martedì Grasso che si tiene prima di entrare nella Quaresima (periodo di penitenza e astinenza dal consumo di carne) che precede la Pasqua.

Anche l’origine delle maschere è avvolta dal mistero: per quanto concerne quelle italiane si riconduce il tutto alla Commedia dell’Arte, fenomeno teatrale che si sviluppa nel nostro Paese a partire dal 1500. Una delle rappresentazioni era la “beffa del servo”, sulla falsariga di quello che avveniva durante i saturnali, cioè la messa in scena di una sorta di rivincita del servo umile che si riscatta nei confronti del suo padrone.

Altre curiosità legate al Carnevale? Il più lungo d’Italia è quello di Putignano in Puglia che dura dal 26 di Dicembre, giorno di Santo Stefano, fino al Mercoledì delle Ceneri (il primo giorno della Quaresima). Qual è il più antico invece? Sicuramente quello di Venezia, di cui si hanno testimonianze dal 1296, e quello di Fano che viene citato in un documento del 1347, conservato nell’Archivio storico comunale, con la descrizione di alcuni divertimenti carnevaleschi tra cui la corrida con il porco, le corse ai pali, i tiri al bersaglio e il singolarissimo “gioco delle trippe”.

E i coriandoli? Se pensate che siano sempre esistiti vi sbagliate: li inventò un italiano che nell’Ottocento iniziò a commercializzare piccoli ritagli da carta; prima di allora regnava l’usanza di lanciare cibo, fiori o semi di coriandolo (da qui l’origine del nome). Sembra inoltre che lo stesso ingegnere italiano abbia inventato anche le stelle filanti, traendo ispirazione dai nastri di carta su cui arrivavano i messaggi del telegrafo.