Il cervello umano: l’organo più importante del nostro corpo e responsabile, in maniera volontaria o involontaria, del funzionamento dell’intero organismo. Ma anche il più misterioso in quanto, ancora oggi, una parte rilevante del suo funzionamento resta sconosciuta alla scienza.

Vediamo alcuni fatti riguardanti i processi e le attività del nostro cervello di cui probabilmente quasi nessuno è a conoscenza:

innanzitutto il suo consumo energetico è molto più elevato della media degli altri organi, circa il 20% del totale nonostante il suo peso sia solo il 2% del nostro corpo; questa energia è pari a 25 watt, sufficienti ad accendere una lampadina;

il cervello è l’unico organo a non essere provvisto di terminazioni nervose, in altri termini, il cervello in sé non è in grado di provare sensazione di dolore;

contrariamente a quanto si crede, lo sviluppo del cervello continua fino all’età di 40 anni;

quando si è stanchi, il nostro cervello è in grado di svolgere MEGLIO il lavoro creativo in quanto siamo costretti a pensare fuori dagli schemi, dato che a causa della fatica è più arduo per noi richiamare alla mente i nostri schemi mentali abituali;

non esiste la capacità multitasking, ossia quella di svolgere due o più attività contemporaneamente: quando facciamo due cose assieme, il nostro cervello non fa altro che “saltare” da un’attività all’altra, aumentando per altro il rischio di commettere un errore del 50%;

fare un pisolino aiuta il nostro cervello a memorizzare meglio le informazioni appena immagazzinate e ci predispone ad assorbirne di nuove in maniera più efficiente;

sebbene, in via teorica, i nostri 5 sensi siano equivalenti sul piano dell’assorbimento delle informazioni, la vista sembra avere la priorità rispetto all’udito o al gusto in quanto è stato dimostrato da studi recenti che fatti associati ad immagini avranno una probabilità molto più alta di essere ricordati;

ogni volta che nella nostra memoria si crea un ricordo, ad esso viene associata una nuova connessione tra due neuroni, questo significa che ciò di cui abbiamo esperienza modifica di fatto la struttura del nostro cervello;

la percezione che il tempo stia “volando” è dovuta alla nostra abitudine di compiere azioni ripetitive e con cui abbiamo confidenza per lunghi periodi della nostra vita, dunque per “rallentare” il tempo del nostro cervello non servirà altro che dedicarsi ad attività completamente nuove e questo farà sì che il nostro cervello impieghi uno sforzo maggiore a processare le informazioni.

A volte non ci rendiamo nemmeno conto di quale macchina super complessa lavori all’interno della nostra testa, basti pensare che quest’anno, per simulare un solo secondo di normale attività cerebrale, il quarto computer più potente del mondo ha impiegato oltre 40 minuti!