“Oh oh oh, Merry Christmas!” il suono di questa frase è inconfondibile per ogni bambino di ieri e di oggi ed in grado di provocare un moto di gioia e felicità nei cuori. Di corporatura imponente, panciuto e con una grande barba bianca: il di rosso vestito Babbo Natale è un’immagine indelebile scolpita nelle menti di tutti, con la sua slitta volante trainata da renne magiche è in grado di portare, in una sola notte, i doni a tutti i bambini del mondo partendo dal Polo Nord.

Ma nel corso dei secoli la figura di Babbo Natale non è sempre stata così anzi, quella che conosciamo noi è il risultato di secoli e secoli di intrecci culturali e fusioni di credenze e leggende. Questa è la sua vera storia

San Nicola (o Santa Klaus che dir si voglia) nasce in una piccola città dell’Asia Minore, Mira, nel 280 d.C. di cui diviene presto il vescovo. Avendo patito numerosi anni di carcere e torture a causa della sua fede, viene ordinato santo poco dopo la sua morte. La sua vita è punteggiata di episodi che lo renderanno in breve tempo il santo protettore di moltissime categorie di persone, come bambini e marinai. Fino alla fine del primo millennio il suo culto si diffonde tantissimo in tutta Europa tanto che il 6 dicembre, presunto giorno della sua morte, viene celebrato ovunque per ricordare la sua bontà e la sua generosità. 

Mano a mano che si diffonde la sua figura, San Nicola finisce per inglobare le caratteristiche di numerose divinità dei paesi in cui sbarca, tra cui la barba bianca e la capacità di volare, che eredita dal dio Saturno e dal dio Odino, diventando il santo più famoso del Medioevo

La sua figura rischia di scomparire improvvisamente con la Riforma Protestante e, mentre nel Sud Europa la sua celebrazione viene fatta coincidere con il compleanno di Gesù il 25 dicembre, nel Nord viene sostituito da figure a metà strada tra folletti ed elfi il cui compito diventa quello di punire i bambini cattivi più che premiare quelli buoni.

Si arriva così nella New York del 1800 dove le celebrazioni di “Sinterklaas”, importate dagli immigrati olandesi, sono più che altro un problema di ordine pubblico a causa degli ubriachi, che per giorni tengono in scacco la città con risse e simili: i benpensanti decidono pertanto di porre fine allo scempio e di portare il Natale “dentro” le case e di focalizzarlo nuovamente sui bambini ed è così che grazie agli scritti di Washington Irving, Clement Clark Moore e alle illustrazioni di Thomas Nast nasce pian piano la figura di Babbo Natale a cui siamo abituati oggi; nascenti brand globali come Coca Cola e altri, intuendone le enormi capacità commerciali, ne sfruttano poi la figura contribuendo alla sua diffusione in tutto il mondo.

In Europa però le festività più tradizionali legate al “vecchio” San Nicola e a Santa Lucia resisteranno ancora a lungo e solo l’arrivo dei soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale e le ricostruzioni legati al Piano Marshall contribuiranno al predominio di Babbo Natale, anche come simbolo della generosità proveniente da oltre oceano.